
«Mi si fissò invece il pensiero ch’io non ero per gli altri quel che finora, dentro di me, m’ero figurato d’essere. […] Se per gli altri non ero quel che finora avevo creduto d’essere per me, chi ero io?» – Uno Nessuno Centomila, Luigi Pirandello
18 dicembre 2017
Anni fa, scrissi un post che recitava così: “Sei libero di farti un’idea di me, ma non è detto che sia quella giusta.” In un altro aggiunsi: “Lascia pure pensare alla gente quel che vuole, inutile sprecare parole.”
Ora, rileggendo queste frasi, sorrido; cercavo di convincermi a non preoccuparmi del giudizio altrui, degli attributi di cui venivo investita… L’idea che avevo di me era strettamente correlata ai pareri di amici e parenti: stavo autosabotando la mia identità conformandomi a standard che non mi appartenevano per sentirmi “normale” e accettata, ma soprattutto amata.
Quando compresi che quell’essere definita “strana” era ciò che mi rendeva unica – non diversa -, capii che, per quanto un parere sul mio conto potesse essere distorto, un’idea non corrisponde a realtà oggettiva. Per questo motivo, non importa quello che gli altri pensano di te, conta quello che tu sai di essere.