La distruzione è la via per la trasformazione

Vetro rotto con occhio di ragazza

02 settembre 2021

Gli ultimi due anni della mia vita, mi hanno reso donna. Mi hanno insegnato cosa significa lavorare sodo, gestire una casa grande, amministrare le finanze e convivere con un compagno di vita. Questa esperienza mi è costata molta fatica, ma in funzione di un obiettivo ben chiaro: rendermi autonoma e costruire la mia famiglia. La situazione di cui mi son fatta carico però era molto più grande di me e lo stress ha avuto evidenti ripercussioni sul mio fisico. Spesso ho tirato avanti per due e questo, nonostante abbia messo in luce la mia forza di volontà, stava mettendo a dura prova la mia salute psicofisica.

In particolar modo, l’ultimo anno è stato il più difficile. Sono stata disoccupata per mesi, sommersa dalle responsabilità di una vecchia casa ingestibile, affiancata da un compagno che non voleva farsi carico dei propri doveri e non avendo la più pallida idea di cosa volessi fare nella vita. In quel momento, la mia unica forza era quel progetto di famiglia e casa, a cui con tanto amore avevo ridato vita. Ma come in tutti i momenti difficili, il peggio doveva ancora arrivare.

Passavano i mesi e il mio umore andava peggiorando, con attacchi d’ansia sempre più frequenti. A volte mi svegliavo la notte perché mi mancava il fiato o stavo male di stomaco. I primi tempi ero in preda all’agitazione, non sapevo come gestirmi e lui spesso era come se non ci fosse. Ormai ero stremata e così, a dicembre, dopo due mesi in cui cercavo un dialogo costruttivo, il mio compagno ha deciso che ormai non servivo più e che dei miei problemi non ne voleva sapere. Di tutto quello che avevo fatto, non mi restavano che 4 viaggi in auto per riportare le mie cose a casa di mamma.

Insomma, quella fu la mazzata finale. Ero distrutta, senza nessun punto di riferimento e la mia voglia di vivere era praticamente nulla. Un anno e mezzo di fatiche e progetti buttati all’aria, senza nemmeno aver provato ad affrontare il problema insieme. Farmene una ragione mi risultava pressoché impossibile.

Piangevo spesso e non avevo più voglia di niente. Per fortuna avevo iniziato da un mese un lavoro che mi teneva mentalmente occupata. Ma alle feste bevevo, e a volte finivo con il piangere davanti a tutti. Ero distrutta e non riuscivo a venirne fuori.

Gli amici di una vita percepivano il mio forte malessere, al punto tale che ho iniziato a sentirmi di troppo, giudicata e sbagliata per come stavo affrontando il mio dolore. Nonostante loro ascoltassero i miei sfoghi, mi rimproveravano che avevo fatto tutto troppo in fretta andando a convivere subito, che ormai era molto che non stavo bene, che non dovevo frequentare nessuno per un po’ e che ero diventata egoista.

Dopo l’ennesimo pianto a seguito di una bevuta in compagnia, mi resi conto che ormai avevo toccato il fondo. Non potevo continuare così, a farmi del male e ferire chi mi era attorno. Più volte mi era stato detto dai miei amici che dovevo lasciare andare e così, decisi che era il momento di lasciare andare loro. Per la prima volta nella vita mi sono sentita sola, sul fondo.

In un grigio pomeriggio primaverile, mi sono fatta coraggio e sono andata in bici sotto la pioggia. Se non avevo le forze di reagire mentalmente, dovevo agire fisicamente, o meglio chimicamente. Lo ricordo ancora quel pomeriggio sotto la pioggia, sola con i miei pensieri, mentre riflettevo sul fatto che neanche quel weekend avrei visto i miei amici. E che forse, per la prima volta in vita mia, dovevo cavarmela da sola.

Sono sempre stata quel tipo di persona che contava molto su famiglia, amici, ragazzo. Avevo paura di non farcela senza i miei punti saldi. Eppure, mi sono stupita di me stessa. La cosa più bella di un salto nel vuoto è quando scopri che puoi tornare a volare. Libera da vincoli, pesi, responsabilità e persone.

Così, negli ultimi mesi, ho cominciato a fare cose che non avevo mai fatto prima. Valorizzarmi di più senza paura di cosa gli altri potessero pensare, conoscere e uscire con gente mai vista prima, cercare di liberarmi il più possibile dalla mia rigida visione delle persone e delle situazioni, vivere con leggerezza, focalizzarmi molto di più sul cosa fa star bene me prima degli altri e basare i miei progetti futuri sul mio unico punto saldo, ovvero me stessa.

Ora come ora, sto ripartendo da zero. Ma questa volta sono io al centro dei miei progetti futuri. E dopo aver preso consapevolezza di quello che sono in grado di fare e che sono riuscita ad andare avanti senza tutto quello che ho sempre creduto indispensabile nella mia vita, sono convinta che il meglio deve ancora venire.

Per quanto tu possa stare male nella vita non permettere a nessuno di farti sentire sbagliato per come stai reagendo e non sentirti in difetto se i tuoi tempi di elaborazione sono più lunghi di altri. Le persone che davvero ti voglio bene non giudicano la tua vita e non ti incolpano di essere egoista in un momento in cui hai la necessità di dedicarti a te stesso per uscire da una condizione di malessere. Se una persona a cui vuoi bene non accetta il tuo cambiamento e ti giudica, per quanto possa fare male devi trovare il coraggio di lasciarla andare per la tua salute.

In secondo luogo, nei momenti più buii – quando ti manca la forza di reagire – comincia a dedicarti attenzioni amorevoli e a focalizzarti sulle piccole cose che ogni giorno puoi controllare per migliorare il tuo benessere. Passo passo, ne vedrai i progressi. Non arrenderti. Per quanto tu possa temere i cambiamenti, a un certo punto della vita che tu lo voglia o meno sarai costretto a lanciarti nel vuoto. E anche se attraverserai periodi difficili, magari lunghi, la persona che nascerà dalle ceneri potrà sempre stupirti in meglio e ricordarti quanto la vita abbia tanto da darti, anche se al momento non riesci a vederlo.

Dedico questo pezzo a tutte le persone che in questo istante hanno paura dell’ignoto o che magari non hanno ancora trovato la luce in fondo al tunnel. Ricordatevi sempre che qualsiasi cosa succeda nella vita, piccola o grande che sia, potrà togliervi tanto ma vi darà anche tanto. Abbiate fiducia nel processo.

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