Il diritto di esistere

22 febbraio 2025

Viviamo in un mondo che sembra richiedere una visione ristretta e ben definita dell’essere umano. Come se dovessimo presentare noi stessi aderendo ad un’immagine specifica: merce da esporre in vetrina conforme allo standard richiesto. Come se, all’occorrenza, ci fossero delle caratteristiche che possiamo permetterci di mostrare o meno. Eppure incarnare un’unica versione di noi è pura follia!

Perché identificarsi? Perché una parte di noi avrebbe più diritto di altre ad esser mostrata? Aderire ad una definizione per ottenere che cosa? Approvazione? Stima? Amore? Non dobbiamo rinunciare a nessuna delle nostre versioni per compiacere il mondo. Ogni parte della nostra essenza ha diritto di esistere, di essere amata e accettata nella sua autenticità; senza temere di sembrare meno seri, credibili o amabili. Non serve nascondere, giustificare o vergognarsi.

Smettiamo di definire ciò che non può essere definito. L’identificazione è legata alla mente, ad un falso sé; non ha niente a che vedere con la nostra essenza. Mostriamoci al mondo per ciò che siamo: complessi e dalle mille sfaccettature, che ci rendono unici ed inimitabili. Diamo voce alle nostre imperfezioni, ai nostri sogni irrealizzati, alle nostre inquietudini… Ogni parte è essenziale e merita di essere celebrata. La bellezza dell’uomo risiede nella sua varietà e umanità. Soltanto abbracciando la nostra interezza, potremo sentirci amati per ciò che siamo, e non per ciò che gli altri vorrebbero.

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