
In una giornata di mezza estate, mentre ero assorta nei miei pensieri, ho letto sul sedile di un pullman questa scritta: “Diventiamo tutto ciò per cui abbiamo provato ribrezzo… era un cattivo presagio. Ci siamo visti in uno specchio deformante di un futuro, senza sapere che stavamo guardando ciò che saremmo diventati”.
Forse molti la troverebbero una frase come molte, priva di significato, ma io ho riflettuto molto su queste parole… Chiunque l’avesse scritta, seppur in un posto inappropriato, voleva comunicare qualcosa. Per me gli ultimi mesi sono stati decisivi: è mutata la mia visione del mondo e soprattutto di me stessa (non tutti i miei atteggiamenti si sono rivelati positivi).Penso che lo “scrittore” volesse comunicare che spesso l’uomo è cieco e sordo: chiude gli occhi per non vedere e le orecchie per non sentire. Di conseguenza, non sa cogliere i segnali provenienti dall’esterno poiché si priva di osservare se stesso con occhi limpidi e udire con orecchie libere.
Nel momento in cui cresce il suo atteggiamento muta, e volgendo lo sguardo al passato, si rende conto di esser diventato qualcuno che probabilmente un tempo non avrebbe mai immaginato (e che forse, aveva anche disprezzato).
Se questa persona avesse avuto il coraggio di guardarsi in modo autocritico e consapevole, a quest’ora, sarebbe migliorata. Abbiate sempre il coraggio di guardarvi dentro e accettare le vostre ombre. Rendete il vostro punto debole, un punto di forza.

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